Come far crescere il cavolo?

I cavoli per crescere bene hanno bisogno di un sito abbastanza soleggiato e di un terreno solido. Ove è possibile, bisogna preparare il suolo in autunno aggiungendo del letame decomposto o un compost da giardino, e poi lasciarlo consolidare durante l'inverno.

Prima di piantare i cavoli, assicuratevi inoltre che il terreno sia ben saldo e soprattutto rastrellato, anche per inserire meglio semi o piantine giovani. Il consiglio ulteriore è di non coltivare i cavoli nello stesso terreno dell'anno precedente, per una sorta di rotazione del suolo che serve a massimizzare il raccolto in termini di quantità e qualità.

Come si coltivano i cavoli?

I cavoli sono più adatti per la coltivazione nel terrapieno di un orto o di un giardino, ma tuttavia potreste coltivarne uno o due in contenitori grandi e profondi. I semi di cavoli infatti si possono inserire in vasi, e poi non appena le piantine giovani fanno la loro comparsa trapiantarle all’esterno.

Dopo questa doverosa premessa da cui si evince che la coltivazione dei cavoli non è affatto difficile, ritorniamo a parlare del modo tradizionale per ottenerli sul suolo all’aperto. In genere i cavoli vengono seminati in un letto lontano dall’orto principale, per poi trapiantarli in quest’ultimo con l’avanzare della stagione.

Ciò è dovuto al fatto che la semina di cavoli direttamente nell’orto principale occuperebbe molto spazio all'inizio della stagione di crescita, quando potreste invece coltivare altri ortaggi che maturano rapidamente come ad esempio la lattuga.

Tuttavia, non c'è nulla che vi impedisca di seminare i cavoli nell’orto principale e alla loro spaziatura finale. Quest’ultima per la precisione deve essere di 30-45 cm e di 12-18 tra piante e file, a seconda del tipo di cavolo seminato.

I vari tipi di cavoli

Tutti i gruppi di cavoli crescono esattamente allo stesso modo, solo i tempi di semina variano. Per fare un esempio, il cosiddetto cavolo primaverile va seminato nel periodo luglio / agosto e trapiantato tra settembre e ottobre.

Il cavolo estivo invece si semina da fine febbraio inizio marzo (sotto teloni di copertura) fino all'inizio di maggio. Il trapianto avviene dallo stesso mese di maggio fino a giugno inoltrato. Infine ci sono i cavoli invernali che si seminano nel bimestre
aprile / maggio e si trapiantano a fine giugno / luglio.

Semina e cura del cavolo

Indipendentemente se avete optato per un letto di semina provvisorio o nella posizione finale, per la semina del cavolo bisogna preparare accuratamente il suolo rastrellando la superficie, e creando la consistenza friabile essenziale per interrare i semi ad un centimetro di profondità.

Quando le piantine giovani fanno capolino come accennato in precedenza si possono trapiantare a dimora, purché abbiano almeno cinque o sei foglie vere, impostando quelle più basse al livello del suolo. Prima di effettuare questa operazione annaffiate bene il terreno il giorno precedente ma senza creare eccessive pozzanghere, che poi richiederanno dell’abbondante terriccio per essiccarle.

 

Se tuttavia il suolo presenta per natura già una certa umidità e quindi appare costantemente bagnato avrà bisogno di poca acqua. In periodi di siccità prolungati sarà sufficiente un’irrigazione abbondante ma solo ogni 10 giorni. Quando le teste dei cavoli iniziano a formarsi, altre generose irrigazioni miglioreranno notevolmente le loro dimensioni.

Infine per quanto riguarda i fertilizzanti il consiglio è di alimentare i cavoli siano essi quelli estivi che invernali con un prodotto ad alto contenuto di azoto, che si rivela particolarmente adatto per irrobustire le radici e renderle meno vulnerabili da malattie e più resistenti agli attacchi di parassiti vari.

Le avversità nei cavoli

I parassiti come per la maggior parte degli esseri vegetali, anche per i cavoli rappresentano un problema che quindi bisogna risolvere. Infatti molto comune in questo ortaggio è l’invasione della cosiddetta mosca di radice di cavolo.

Nello specifico si tratta di una larva bianca lunga circa 5 cm che si nutre delle radici appena al di sotto della superficie del suolo, arrestandone la crescita e facendo appassire e in molti casi morire del tutto le piante.

Per ovviare a questo inconveniente dei veli di protezione sono più che appropriati per scongiurare a priori l’invasione del suddetto parassita. Da evitare tuttavia sono quelli colorati che potrebbero stingere e contaminare pericolosamente la coltivazione rendendo i vostri cavoli non commestibili e a rischi di intossicazione alimentare.

Premesso ciò, va detto che un altro pericolo quando si coltivano i cavoli viene dai bruchi che generalmente si nutrono di brassiche, ma i più comuni sono quelli di farfalle bianche tipiche proprio del cavolo.

Di solito questi esemplari praticano degli evidenti fori sulle foglie dell’ortaggio e se non fermati in tempo entrano nel suo cuore rendendolo inutilizzabile. Una rete anti-insetti quindi con una trama molto sottile ovvero da 5 a 7 mm, può in tal caso ritornare utile per impedire la deposizione delle uova da parte di questi pericolosi bruchi.

Sempre in riferimento alle avversità in cui può incorrere un cavolo, parliamo adesso di una malattia che comporta un gonfiore anomalo delle radici che si deformano e di conseguenza le foglie diventano pallide, gialle e quindi appassite.

Le piante in presenza di questo virus possono morire, per cui ai primi sintomi è necessario migliorare il drenaggio del suolo e aggiungere della calce per rendere il terreno più alcalino e quindi meno vulnerabile.

Infine l’ultimo pericolo per i vostri cavoli possono arrivare dalle tradizionali lumachine che amano proprio i terreni particolarmente umidi. Per evitare che possano attaccarsi alle foglie e nutrirsi del loro humus, il consiglio è di tenerle a bada usando specifici prodotti disponibili nei vivai o nei consorzi agrari della vostra regione di appartenenza.

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