Food Forest, Cos’è – Scoprite Come Avere Una Foresta Commestibile In Casa

Non c’è posto solo per le casette da giardino nel vostro terreno intorno a casa, avete mai pensato di realizzare un orto? E una foresta-orto?

Nota in Italia anche col nome di foresta giardino o bosco commestibile, la food forest è il frutto di un’intuizione non molto lontana nel tempo. Il suo primo teorico è stato negli anni ’70 Robert A. de J. Hart il britannico che ha pubblicato il testo di riferimento su questo tema: Forest Gardening.

Da allora il dibattito si è arricchito di tanti contributi e, seppure relegato ancora a una ristretta cerchia di appassionati, la tecnica di coltivazione a minimo impatto che ricalca il sistema di equilibrio naturale appassiona e coinvolge sempre più coltivatori.

Cos’è Una Food Forest

Nell’intenzione del suo primo teorizzatore, la food forest è un ambiente in grado di autosostentarsi e produrre tutto ciò di cui hanno necessità gli esseri viventi che lo popolano. Dalle stesse piante, che necessitano il minimo intervento colturale, agli animali che abitano quel determinato ecosistema, compresi gli esseri umani.

Semplice più a dirsi che a farsi, dal momento che questa tecnica colturale è in netto contrasto con quello che sperimentiamo oggi nel nostro rapporto con la natura. Specialmente quando decidiamo di coltivarla e prendercene cura.

Il principio alla base di questo tipo di coltivazione punta a limitare il più possibile l’intervento umano cercando invece di riproporre le condizioni di base necessarie allo sviluppo selvatico delle piante. Niente di più distante dal nostro modo di concepire l’approccio alla natura, nel quale sono numerosi gli interventi che alterano e scombinano gli equilibri naturali. Non è un caso che una delle criticità maggiori delle coltivazioni intensive sia proprio quella di rendere sterile il terreno. Al contrario, il bosco, inteso come ambiente selvatico, non sarà mai sterile ma in grado di assicurare sempre il miglior sostentamento per tutte le specie che lo popolano.

Il Principio Dell’autosufficienza E Del Minimo Intervento

Hart si interroga sulla possibilità di riprodurre le condizioni di sostenibilità e autosufficienza tipici degli ambienti naturali, in particolare delle foreste. In questo modo scopre le possibilità che si possono sfruttare ricalcando fedelmente le strutture che le foreste presentano in natura. Quindi si può cercare di imitare la perfezione della natura solo se si accetta di sottostare alle regole della compatibilità tra le piante.

Anche rinunciare agli abbondanti raccolti che sono frutto della rivoluzione verde degli anni ’70 è indispensabile. La natura non produce più di quanto l’ecosistema sia effettivamente in grado di consumare. Quindi il prezzo che si paga per la sovrapproduzione si ripaga spesso con un eccessivo sfruttamento della terra e con la sua progressiva incapacità di essere naturalmente fertile.

Intervenire il meno possibile significa saper scegliere il tipo di piante che si combinano meglio tra di loro, senza intralciarsi o entrare in competizione sul terreno. Deve anche essere possibile far conto solo sull’acqua che raggiunge il terreno con le precipitazioni naturali. Irrigare è un modo artificiale di portare vitalità alle piante, che invece possono essere in grado di sopravvivere nel loro ambiente naturale senza bisogno di altri interventi.

I Sette Livelli Di Vegetazione Per Creare Una Foresta Commestibile

Ci sono alcune tecniche di base da seguire per riuscire nell’intento e creare una food forest che sarà in grado di autosostentarsi da sola. La prima riguarda la scelta delle piante da trapiantare insieme alla selezione dell’ambiente ideale.

Per quanto riguarda questo elemento, si considera che la dimensione minima della foresta commestibile sia quella che può raggiungere la chioma di un albero che si decide di coltivare qui, al massimo della sua espansione. Sotto l’ombrello protettivo dell’albero si sviluppano le altre forme vegetali che possono regalare riparo e nutrimento anche ad animali ed esseri umani.

Le piante da scegliere sono quelle che meglio si adattano alle condizioni climatiche del luogo. Quindi è bene scegliere in partenza quelle varietà locali che trovano naturalmente le condizioni ottimali per il loro sviluppo. Scegliere di realizzare una food forest è anche il pretesto per coltivare quelle varietà antiche di frutti e piante che si sono perse con l’andare del tempo.

Per realizzare un ambiente in perfetto equilibrio si devono portare sette livelli di vegetazione dal più basso al più alto. Quindi si parte dall’humus che deve nutrire il terreno, le piante del primo livello sono i rampicanti, le tappezzanti, quindi è il turno delle rizomatose, erbacee e a questi seguono gli arbusti, gli alberi di media altezza e quelli d’alto fusto.

Esseri Viventi In Perfetto Equilibrio

L’obiettivo è creare le condizioni ottimali per coprire tutto il terreno con il livello e la concentrazione adeguata. Le piante si propagano così naturalmente creando un ecosistema in equilibrio.

L’obiettivo è infatti quello di dare sostentamento a tutti gli esseri viventi che orbitano intorno a questo ambiente. Dal livello più semplice costituito dalle piante rizomatose che servono a riazotare e restituire i nutrienti al terreno, fino agli esseri umani dai bisogni più complessi, come quelli energetici. Infatti è compreso nel calcolo delle risorse disponibili cui si ha accesso con la foresta commestibile, anche la legna da ardere.

Il minimo intervento è il motto principe di questo speciale ambiente vegetale.

Cos’è La Permacultura E Perché C’entra Con La Food Forest

Anche in permacultura il principio alla base è quello del minimo intervento. “Non fare” è l’imperativo che deve rispettare chi si dedica alla terra nel massimo rispetto delle sue intrinseche caratteristiche e del suo potenziale infinito. Un ragionamento che cozza gravemente con quello cui siamo abituati. Anche in piccolo, il giardiniere che si dedica al proprio giardino crede che ottenere dei buoni risultati dipenda esclusivamente dalla propria capacità di organizzare un gran numero di attrezzi e fertilizzanti nel minimo spazio delle proprie casette da giardino. Eppure, coltivare nel rispetto della natura è possibile e garantisce di ottenere risultati perfettamente in armonia con le proprie esigenze e nel rispetto dell’ambiente. Una sfida importante che potrebbe non essere facile da intraprendere ma che di certo è impossibile abbandonare una volta scoperta.

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