Come coltivare il coriandolo, una spezia ricca ma poco nota

Se l’avete già provato è possibile che vi stiate chiedendo come coltivare il coriandolo, una spezia dal sapore speciale ma ancora difficile da trovare pronta per il consumo. Si tratta però di una pianta che ha una grande diffusione nel Mediterraneo, anche se il suo impiego è più frequente nelle ricette orientali o del Sud America.

La ragione di questa mancanza non è chiara, ma è possibile che aumenterà il suo interesse nel breve periodo visto il sapore fresco, deciso e inconfondibile. Si consuma praticamente tutto della pianta, dalle foglie che si aggiungono fresche ai piatti per dare un tocco speciale, ai semi che hanno un sapore caratteristico ma diverso dalle foglie, persino la radice si aggiunge ai brodi.

È noto anche come prezzemolo cinese e infatti condivide con il classico prezzemolo l’aspetto e le caratteristiche vegetative. Tanto che si può confondere a prima vista con la più comune pianta aromatica. Appartiene alla sua stessa famiglia, così come le carote e il finocchietto. E per questo è facile da coltivare e non richiede particolari competenze agronomiche.

Una spezia molto particolare e versatile

Il coriandolo è ben noto nella cucina d’Oriente e del Sud America, dove si usa spesso per preparare la salsa guacamole a base di avocado. Ha un sapore fresco e frizzante che ricorda il limone. Molto più intensa e di carattere rispetto al più comune prezzemolo, condivide con questa spezia molte caratteristiche.

Infatti si coltiva in pieno orto così come in un vaso direttamente in balcone o nei pressi della cucina per essere subito pronto per essere aggiunto ai piatti di ogni giorno. Foglie, semi e persino la radice, grossa e carnosa, prendono posto tra gli ingredienti di tanti piatti.

Può essere usato con creatività e non solo per realizzare ricette esotiche. Si tratta di un sapore che può non conquistare tutti allo stesso modo ma è molto deciso e fresco. In grado di dare una nota in più anche alle semplici insalate estive che così acquisiscono carattere e personalità. Indispensabili per portare allegria in tavola.

Quali cure necessita la coltivazione

Non ci sono grandi misteri riguardo la coltivazione del coriandolo. Come ogni altra aromatica può avere un suo angolo in giardino ed essere consociata con le altre orticole o spezie.

Il terreno deve essere preparato in anticipo, quindi qualche mese prima di seminare per dare tempo alla terra di assorbire i nutrienti senza bruciare i semini.

La terra dovrà essere sciolta ed evitare i ristagni d’acqua. Pericolosi proprio per via della forma della radice che affonda in profondità nella terra rigonfiandosi.

Il terreno dovrà essere umido ma non troppo bagnato, quindi si può predisporre un impianto di irrigazione a goccia per centellinare l’acqua senza sprechi.

Come piantare i semi

Si può decidere di far germinare i semi in semenzaio e trapiantare le piantine, ma questa operazione potrebbe risultare troppo macchinosa.

In realtà è sufficiente piantare su un filare ben identificato direttamente i semini a terra. È il caso di distanziare di pochi centimetri un semino dall’altro, ma è possibile provvedere poi alla diradazione manuale. Infatti la vitalità dei semi non è sempre garantita e non è il caso di rischiare che si formino delle zone scoperte perché il seme non ha germinato.

Si possono interrare i semini a pochi centimetri sotto il livello della terra per dare la possibilità di attecchire e al germoglio di emergere con facilità.

La scelta del posto in cui coltivare il coriandolo dipende soprattutto dal tipo di uso che se ne desidera fare. Se si sceglie di usare il fogliame allora la coltivazione deve avvenire a mezz’ombra per consentire una vegetazione ricca e intensa. Se si preferisce raccogliere i semi, allora la pianta dovrà essere in pieno sole.

Epoche salienti del coriandolo

La coltivazione avviene in piena terra durante la primavera. È importante non superare né anticipare troppo quest’epoca. Anche se si tratta di una specie piuttosto rustica e resistente sia al freddo che al caldo è bene considerare che i tempi della fase vegetativa cambiano in base alle condizioni ambientali.

Piantare in piena terra i semi quando ancora durante la notte o nelle prime ore della mattina sono possibili le gelate potrebbe ritardare o compromettere la germinazione del seme.

Mentre piantare troppo in ritardo porta a una scarsa produzione di foglie in favore di una più veloce fioritura e produzione di semi.

La concimazione avviene solo all’inizio, prima della semina. Poi le cure da assicurare alla pianta saranno minime. Sarà bene estirpare le infestanti e assicurarsi di rompere le zolle che si compattano durante l’irrigazione. In questo modo il passaggio dell’acqua avviene in maniera più omogenea e raggiunge le radici in profondità.

Come conservare e impiegare ogni parte del coriandolo

Così come si fa per le altre piante aromatiche, anche il coriandolo può essere conservato per essere aggiunto ai piatti in seguito, quando la fase vegetativa è esaurita.

Si possono usare diversi stratagemmi, come per esempio l’essiccazione delle foglie. Si tratta di un modo molto efficace per conservare gran parte delle erbe aromatiche che hanno una fase vegetativa limitata a pochi mesi durante l’anno. Anche se possono essere impiegate in cucina con successo nell’arco dei dodici mesi.

Quando si decide di scoprire come coltivare il coriandolo è importante sapere anche che destinazione dare alle diverse parti della pianta. Fin tanto che è in piena fase vegetativa si possono tagliare le foglie con la forbice o un coltellino in modo che la pianta abbia la possibilità di rigettare nuova vegetazione.

Queste si conservano in frigorifero come si fa col prezzemolo per ritardarne l’avvizzimento poi possono essere essiccate, anche i semi possono essere conservati assicurandosi che secchino ben bene sulla pianta per poter essere conservati nei barattoli a riparo dalla luce diretta del sole, magari tra gli scaffali nelle cassette da giardino. Chi ha spazio in congelatore può preparare cubetti nei contenitori del ghiaccio e inglobarli in acqua o olio a seconda del tipo di impiego che se ne vorrà fare.

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