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Come Coltivare I Cavolfiori Nell'orto E Ottenere Risultati Perfetti

Non c’è contadino che non desideri scoprire come coltivare i cavolfiori al massimo del loro potenziale. Specie in un orto domestico, questa pianta rappresenta una costante durante il periodo autunnale e invernale per via del consistente apporto nutrizionale e la ricca presenza nelle ricette della tradizione.

Si coltiva come tutte le altre specie di cavoli, quando le temperature cominciano ad abbassarsi e il resto dell’orto si spoglia dei colori dell’estate.

Non richiede grande sforzo colturale, solo qualche accortezza essenziale per garantire alla pianta il migliore sviluppo e la possibilità di dare raccolti di grandi dimensioni e soddisfazione.

Vediamo in breve quali caratteristiche prediligere quando si coltiva il cavolfiore e quali accortezze seguire per avere dei buoni raccolti. Dall’orto alla tavola, il passo è breve e i nostri suggerimenti vi aiuteranno a trovare le soluzioni giuste per un raccolto d’eccellenza.

Quante Specie Di Cavolfiore Esistono

Prima di iniziare a coltivare il cavolfiore è bene sapere che ne esistono diverse varietà. Non solo il classico con infiorescenza bianca, anche altri colori possono invadere l’orto invernale e portare allegria e bellezza come avviene in altre stagioni.

Anche la varietà viola è comunemente coltivata in Italia, specie nelle regioni del sud Italia. Mentre chi pensa che il bellissimo cavolo verde cimoso appartenga alla famiglia dei cavolfiori deve ricredersi. Noto anche come broccolo romanesco, il suggestivo cavolo dall’aspetto ipnotico che segue la sequenza di Fibonacci, appartiene appunto alla varietà dei broccoli. Anche se nulla vieta coltivarlo in giardino seguendo le indicazioni valide per la coltivazione dei cavolfiori.

Una delle accortezze da seguire quando si tratta di coltivare cavolfiori è però di evitare di piantare nella stessa particella dell’orto altre piante della stessa famiglia per almeno tre anni. Appartengono alla famiglia delle brassicacee, di cui il cavolfiore è un rappresentante, anche altre piante che non si immaginano direttamente appartenere a questo gruppo. Quindi anche rucola e mizuna, insieme alle più ovvie varietà di broccoli e cavoli. La ragione è nell’alto dispendio di risorse del terreno da parte dei rappresentanti di questa famiglia vegetale, che vanno alternati in rotazione a periodi di riposo o di coltivazione di leguminose come le fave, il fagiolino, i fagioli o i piselli.

Quando Coltivare I Cavolfiori Nell’orto

Come tutte le crucifere, anche il cavolfiore è una pianta che predilige il clima freddo e che, invece, teme siccità e temperature troppo alte.

Per questo motivo è bene coltivare il cavolfiore alla fine dell’autunno per avere dei buoni raccolti fino all’inizio dell’inverno oppure, a seconda delle zone climatiche, fino alle porte della primavera.

Quando si coltiva il cavolfiore è indispensabile non privarlo di acqua. È possibile che il terreno si mantenga naturalmente umido per via delle precipitazioni che in periodo autunnale sono più frequenti. In ogni caso è bene fare attenzione a non lasciare la terra troppo a lungo secca e senza umidità residua.

Anche per questo motivo si suggerisce di effettuare una pacciamatura della terra intorno alle piantine quando sono di dimensioni contenute. In fase iniziale la pianta può soffrire maggiormente per colpa della siccità e la paglia direttamente in terra intorno al fusto delicato, consente di trattenere l’umidità limitando l’evaporazione.

Un’altra ragione per la quale si consiglia la pacciamatura è che le giovani piantine possono entrare in competizione con le infestanti. Infatti è necessario concimare in profondità il terreno per offrire tutte le sostanze necessarie per lo sviluppo della pianta. Questo può portare a una crescita più intensa e difficile da controllare delle erbacce. Se non si può dedicare tanto tempo al diserbo a mano, è possibile contare sull’effetto dissuasore della paglia che crea un reticolo stretto. Poi saranno le grandi foglie del cavolfiore a limitare evaporazione dell’acqua e sviluppo di erbacce.

Le Condizioni Ottimali Del Terreno

Il terreno deve essere concimato in profondità. La ragione sta tutta nell’alto consumo di risorse da parte delle piante della famiglia delle crucifere. Si tratta di una specie che ha grandi esigenze colturali e che necessita un corretto bilanciamento dei nutrienti che devono essere tutti disponibili e in grande quantità.

Per questo preparare il letto di coltura con del compost e letame maturo è imprescindibile per ottenere buoni risultati con i cavoli di ogni foggia.

Anche per quanto riguarda i cavolfiori, le condizioni di partenza devono essere rispettate.

È bene vangare in profondità per essere certi che non si formino delle zone in cui l’acqua possa ristagnare. Se è vero che la pianta gradisce umidità costante, l’eccesso di ristagni d’acqua possono essere deleteri e molto pericolosi.

La Distanza Tra Le Piante È Importante

Quando si decide di piantare i cavolfiori nel terreno è bene evitare di piantare direttamente i semi a terra. Infatti è bene considerare che il loro sviluppo sarà intenso e molto importante. Ogni pianta necessita di almeno 50 o 60 cm di spazio l’una dall’altra.

Quando si coltiva a partire dal seme direttamente a dimora si rischia di creare degli spazi vuoti tra una pianta e l’altra. E considerando in anticipo di quanto spazio ha bisogno la pianta per crescere si capisce bene che si rischia di tenere inoperosa una grossa fetta di orto.

Per questo è bene partire direttamente dalle piantine che si possono acquistare nei centri d’agraria specializzati. Oppure si possono realizzare le piantine nel proprio semenzaio.

La pianta produce una sola grande infiorescenza, una volta tagliata è difficile che la pianta riesca a farne ancora. Per questo è bene considerare che dopo la raccolta la pianta va tolta dal terreno per fare spazio ad altro, o per essere messa per un periodo a riposo.

Parassiti Del Cavolfiore

Quando ci si interroga su come coltivare i cavolfiori è bene considerare soprattutto l’alta possibilità che siano attaccati da parassiti. Il bruco della farfalla cavolaia rappresenta il parassita per antonomasia.

È frequente notare questa farfalla bianca svolazzare intorno alle piante di cavoli nell’orto. È la presenza dei bruchi è quasi inevitabile. Però è bene cercare di contenerne la proliferazione perché questa larva è molto vorace e divora in breve tempo le foglie, che sono commestibili, e anche l’infiorescenza che è il risultato di grande lavoro da parte del contadino.

Prima di riempire le proprie case di legno con anticrittogamici e antiparassitari di ogni foggia, è bene riflettere sull’importanza di non usare mezzi potenzialmente pericolosi per la salute dell’uomo e della flora e fauna del proprio orto, in una prospettiva più generale.

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