Come coltivare carciofi: tutto quello che c'è da sapere

Volete sapere come coltivare carciofi? Si tratta di piante che presentano una certa difficoltà complessiva perché sono tanti gli elementi da considerare. Ma una volta impiantata bene, la carciofaia è in grado di regalare grandi soddisfazioni.

Le piante non sono annuali, sono tra le poche orticole a non necessitare di essere ripiantate ogni anno. Una pianta può vivere anche dodici anni, anche se è consigliabile evitare che rimanga troppo a lungo sempre nello stesso posto.

In questo articolo vi presentiamo una panoramica veloce ma esauriente sulle caratteristiche della pianta di carciofo e come fare per farla crescere florida e fruttuosa.

Caratteristiche della pianta del carciofo

Il carciofo fa parte della famiglia Asteracee note anche come Composite e sono in buona compagnia insieme a una gran varietà di piante dall’aspetto drasticamente diverso. Hanno in comune la stessa appartenenza con la camomilla, le artemisie, le achillee, la cicoria e l’indivia.

L’aspetto distintivo è proprio quello di avere tutte infiorescenze a capolino. In effetti, quello che si mangia del carciofo è proprio il bocciolo prima che fiorisca e diventi incommestibile. Si mangiano anche le coste tenere delle foglie, quelle che si estirpano dalla pianta madre durante le periodiche operazioni di scarducciatura.

I capolini che si raccolgono non sono tutti uguali, a seconda della posizione che occupano sulla pianta sarà diverso il loro sapore e la consistenza finale. Per questo si identificano normalmente tre categorie nella produzione della pianta. La prima e più pregiata è l’infiorescenza che si sviluppa sulla parte apicale, quindi il fiore che cresce in cima è quello più prelibato.

Sulle diramazioni principali si sviluppano i carciofi detti di seconda scelta, ma non per questo meno appetibili. Infatti sono quelli destinati al commercio e che vengono prodotti più volte dalla pianta durante l’epoca di raccolta. Infine una terza scelta è quella dei capolini che si sviluppano sulle diramazioni secondarie e questi sono l’ideale per la preparazione di conserve.

Periodi cruciali nella vita della pianta

La pianta resiste bene al freddo ed entra in fase di dormienza d’estate quando il clima è molto caldo e arido. Quindi la scelta del periodo in cui effettuare le diverse operazioni è molto importante per determinarne l’esito.

La pianta teme il periodo di eccessivo calore in cui scarseggia l’acqua. Entra quindi in un periodo di riposo in cui si arresta la fase vegetativa. In questo periodo la pianta si rigenera e richiede un minimo impegno per mantenerla pronta e vitale in attesa della nuova fase di produzione di foglie e capolini.

La produzione è prevalentemente invernale, ma le diverse specie coltivate in Italia e alle diverse latitudini consentono di poter contare su raccolti abbondanti e continui per un lungo periodo di tempo che va dall’inizio dell’inverno fino alla primavera.

La fine dell’estate è il momento adatto per eseguire le operazioni di rinforzamento della pianta levando i germogli laterali che disperdono le energie della pianta madre.

Trapianto e moltiplicazione della pianta madre

La fine dell’estate è l’inizio autunno rappresenta il periodo ideale per intervenire sulla pianta in modo da fortificarla in attesa della successiva fase vegetativa. Infatti questo è il momento per levare gli spiconi, o più appropriatamente i carducci e gli ovuli che si sviluppano a partire dal fusto interrato della pianta madre.

Il carciofo si caratterizza per il fatto di avere radici a rizoma, quindi che si propaga attraverso lo stesso fusto. I germogli o le foglie che si possono staccare dalla pianta principale sono quindi dotati di radici che ne consentono lo sviluppo a sé stante.

Per propagare la carciofaia è sufficiente staccare i carducci da terra e farlo assicurandosi di mantenere la maggior parte delle radici che ha già sviluppato a partire dalla pianta principale. In questo modo è possibile propagare le piante e moltiplicarne la resa complessiva.  

A seconda delle esigenze specifiche è anche possibile coltivare in vaso il carduccio fino al momento del trapianto a dimora. Infatti, in vaso è più semplice controllare alcuni parametri importanti per garantire le condizioni ottimali per lo sviluppo.

Per esempio, è bene considerare che malgrado la pianta richieda una notevole quantità d’acqua predilige terreni ben drenati e privi di pericolosi ristagni. Anche la concimazione deve essere abbondante prima del trapianto perché la pianta assorbe molti nutrienti dal terreno.

Varietà di carciofo coltivate in Italia

In Italia si coltivano diverse specie di carciofi, tutte ben inglobate nella cucina regionale e impiegate in ricette diverse che fanno la gioia del palato pur essendo ricette povere.

Per lo più i carciofi vengono impiegati in ricette semplici e umili. È tipica la varietà catanese che viene semplicemente arrostita sulla brace con un condimento di olio, sale e aglio.

Di solito si distinguono due varietà, quello spinoso e quello inerme, cioè privo di spine. La differenza è minima e non interessa molto il gusto quanto più la consistenza finale dell’alimento.

Il carciofo sardo e quello di Palermo appartengono alla prima categoria mentre il carciofo romanesco, il violetto toscano, il tondo di Paestum sono tra quelli senza spine.

Malattie che possono attaccare il carciofo

Quando si tratta di stabilire come coltivare carciofi è bene considerare anche la possibilità che la pianta sia attaccata da parassiti se non si presta adeguata attenzione ad alcuni aspetti.

Prima di riempire di antiparassitari e diserbanti le vostre case di legno nei pressi del giardino, valutate la possibilità di controllare in anticipo il tipo di terreno e la sua consistenza. A seconda del tipo potrebbe essere necessario realizzare dei bancali soprelevati per controllare la qualità della terra e la giusta dose di concime.

Inoltre è bene evitare che si formino ristagni dai quali potrebbero svilupparsi dei funghi come la peronospora o il fusarium. Questi in particolare attaccano la pianta rendendola sempre meno vitale e produttiva. Un accorgimento importante è quello di spostare la carciofaia in una zona diversa dell’orto prima che arrivi alla fine del suo ciclo vitale. In questo modo si evita che il terreno sia infestato da spore che potrebbero prendere il sopravvento indebolendo la pianta.

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